Le cicatrici di oggi
I danni economici provocati ai Lander della Germania Est sono tuttora estremamente evidenti. Il tasso di disoccupazione, per quanto quello complessivo tedesco sia basso, se diviso per Lander appare chiaramente, nella cartina sotto, come i Lander della ex Germania Est registrino tassi di disoccupazione di gran lunga più alti di quelli dell’Ovest.
Un altro dato molto significativo è quello dell’emigrazione dei cittadini del Est verso l’Ovest. Dall’unificazione delle due Germanie questo ha interessato 4,1 milioni di persone. A tutt’oggi infatti lo spopolamento di molte zone rurali e città della Germania Est è un fenomeno molto forte, tant’è che per sopperire al conseguente crollo del mercato immobiliare per tenere in piedi i prezzi delle case hanno buttato giù tantissimi palazzi.
Il Pil pro capite, la ricchezza prodotta da ogni persona, nei Lander dell’est è il 67% di quelli dell’Ovest. Per farvi capire la profondità di questa divisione, un recente articolo dell’Economist sull’argomento non si risparmia a paragonare il gap esistente tra l’Est e l’Ovest della Germania, al gap tra il sud e il nord del nostro Paese.
L’unificazione delle due Germanie ha innegabilmente cambiato la vita, migliorandola, di molte persone. Da molti utilizzata come immagine della fine della Guerra Fredda, la caduta del muro di Berlino fu molto di più: fu la schiacciante vittoria del capitalismo occidentale su qualsiasi altra forma di economia. Secondo uno studioso tedesco occidentale le conseguenze sulla Germania Est che vediamo ancora oggi sono “dovute all’annessione non preparata di un territorio economico a bassa produttività del lavoro a un territorio molto sviluppato.” Se guardiamo le quotidiane cronache dell’area euro con questi occhi dovremmo preoccuparci molto.

