Privatizzazioni selvagge
In seguito all’unificazione monetaria venne dato avvio alla fase due, quella delle privatizzazioni delle “proprietà del popolo” che caratterizzavano la Germania Est. Venne creata apposta una società fiduciaria pubblica, la Treuhandanstalt, in realtà controllata dall’establishment dell’Ovest, a cui si affidò la privatizzazione della maggior parte delle imprese della Ddr.
A queste privatizzazioni fu data priorità assoluta e dal luglio 1990 alla fine del 1994 venne privatizzato tutto l’apparato industriale tedesco, dalle grandi aziende alle librerie. Naturalmente in queste condizioni il prezzo lo fece il compratore e non ci volle molto a capire che da vendita si passò a una vera e propria svendita di un intero Paese. Tante imprese non vennero messe in asta ma vendute tramite trattativa privata, molte società furono comprate per 1 solo marco. L’87% delle aziende privatizzate vennero comprate da imprese della Germania Ovest che inoltre ricevettero alcune centinaia di milioni di marchi pubblici per garantirne l’avviamento.
Tutta l’operazione provocò un disastro economico di dimensioni abnormi. Lo stesso presidente della società fiduciaria, calcolò ad ottobre del 1990 un valore del patrimonio controllato intorno ai 600 miliardi di marchi Ovest, tutta l’operazione si chiuse con una perdita dello Stato di 250 miliardi di marchi.
