Expo 2015: e Se l’Area Diventasse una Silicon Valley del Food?

L'idea di una Food Valley è quindi quella di creare un polo dell'innovazione del food e della connessa tecnologia a Milano e in Italia?

Anche, ma non solo. L'idea è quella di sviluppare due progetti: da un lato un salone fieristico dedicato all'innovazione del food; dall'altro la creazione di dibattiti di approfondimento del tema in giro per la città. Dobbiamo ricreare quel magnetismo, quell'atmosfera unica al mondo tipica della settimana del design e del Salone del Mobile, anche per il food, che forse è un tema che ci appartiene addirittura ancora di più. Dobbiamo mantenere vivo questo clima positivo che si è venuto a creare, dobbiamo realizzare una settimana dedicata solo al cibo, per fare in modo che Expo si ripeta ogni anno. Una Food Valley da sola non basta: dobbiamo costruire qualcosa intorno, nel tessuto urbano, che coinvolga chiunque. La ricetta è semplicissima e il successo è garantito.

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Come mai proprio l'area di Expo e proprio l'Italia per una proposta del genere?

Vogliamo raccogliere l'eredità che questo Expo ci sta lasciando e ci lascerà. Ci sono enormi opportunità per il mercato italiano, ma portiamo all'estero ancora troppi pochi prodotti: basti pensare al fatto che esportiamo circa 30 miliardi di euro; pochissimo, se paragonato al giro d'affari di prodotti che richiamano italianità (ma che d'italiano hanno ben poco), che ammonta a 60 miliardi. Dobbiamo sfruttare il mondo del digitale per veicolare la qualità dei nostri prodotti, raccontarli in un certo modo e portare qui il mondo a scoprirli, ancora. E per farlo dobbiamo innovare, sperimentare, creare.