“Colpirne Uno per Educarne 19”: Il Cavallo di Troika

Il sogno dei padri fondatori dell’Unione europea, andava oltre l’unione valutaria, di interesse economico, di comodo. Il senso del piano era quello di legarsi per stare e per costruire insieme: ciascuno disposto a rinunciare a qualcosa per un progetto di ampio respiro. Altro che sogno europeo. Se la Grecia uscirà, chi credeva nell'Europa unita dovrà ricredersi. Perché all'epoca della plutocrazia finanziaria e dell’”Europa Spa” l’allergia alla democrazia è sempre dietro l’angolo. Sul piano ideologico, quindi, il Grexit ha il sapore di una risposta piccata agli anti-Euro, euroscettici et similia. Sebbene gli effetti siano imprevedibili. Tuttavia,  cosa accadrebbe se il Paese, definito la culla della civiltà occidentale, impartisse un’altra lezione a questa Europa Spa, che non accetta la democrazia da un socio minoritario (come detto con l’1%)? Ecco, a volte cambiare il nome non è sufficiente: dalla Troika (Fmi, Bce, Ue) a Brussels Group comunque vada questa deriva rischia di essere una sconfitta per l’Europa.

Ora si giocherà a ping-pong sulle responsabilità, rimbalzandosi le colpe della rottura delle trattative. Ma resta il fatto che qui rischia di consumarsi la tragedia greca: con L'Europa che non è riuscita (o forse non ha più voluto) ricucire l’ennesimo strappo con un partner ritenuto “inaffidabile e arrogante”. Un contesto che ha dato il là all’ultima, disperata, mossa politica di Tsipras  -  il quale, invero, in questi mesi ha giocato un ruolo ambiguo e per certi versi poco serio durante le trattative -  ossia affidarsi al referendum, che d’altronde appare anche una scelta politicamente legittima. Perché se può essere plausibile accusare il premier greco di non prendersi la responsabilità con l’indizione del referendum è altrettanto innegabile che una scelta di questa portata debba essere condivisa: “Qui ad Atene noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia”, diceva un certo Pericle nel 461 a.c.