I Mondiali in Brasile e la Partita degli Sponsor Fifa

Disuguaglianza in Brasile

Questo diverso trattamento, per certi sensi è lo specchio del tasso di disuguaglianza estremamente alto che si trova in Brasile. Stando ai dati della Banca Mondiale, nel periodo tra il 2009 e il 2013, la ricchezza detenuta dal 20% più ricco della popolazione era intorno al 60% dei redditi, mentre il 20% più povero raggiungeva a mala pena il 3% del reddito totale. Proprio questa disuguaglianza di fondo, legata anche all’aumento dell’inflazione e la conseguente crescita dei prezzi sono state la miccia che hanno fatto esplodere le rivolte nelle strade prima e durante il mondiale, arrivando a portare per strada l’anno scorso, durante la Confederation Cup, quasi 200.000 cittadini.

Il mondiale ora è finito e passati i postumi della cocente eliminazione i brasiliani potrebbero riacquistare lucidità in vista delle elezioni presidenziali di ottobre. Ma temiamo che  l’appuntamento delle Olimpiadi di Rio del 2016, con relativi sponsor a seguito, possa riproporre le stesse logiche e  far continuare la sbronza.