Il Denaro Dietro il Terrore: Come Si Finanzia lo Stato Islamico?

Le donazioni esterne non rappresentano però che una parte infinitesimale delle entrate del califfato, l' Isis è infatti una struttura autosufficiente che genera autonomamente gran parte delle ricchezze di cui ha bisogno per sostentarsi e per pagare armi e guerrieri (uno stipendio medio di un guerrigliero si aggira attorno ai 500-800 dollari al mese).

La principale fonte di finanziamento dell'Isis è infatti costituita dal mercato nero reso possibile dal controllo di alcuni importanti giacimenti petroliferi in Iraq e in Siria orientale, solo parzialmente intaccato dai bombardamenti della coalizione anti-Isis, che gli consentono una produzione giornaliera di migliaia di barili.  Le cisterne di petrolio estratto dagli uomini dell'Isis nei vari pozzi sono poi rivenuti di contrabbando a prezzo di saldo rispetto a quelli di mercato attraverso il poroso confine con la Turchia: secondo l'intelligence americana, a un prezzo che varia dai 25 ai 60 dollari al barile, contro i 100 stabilito dai Paesi dell'Opec, ricavando così da 1 a 3 milioni di dollari al giorno.

Il discorso non cambia per quanto riguarda il gas: nei confini dello Stato Islamico si trova anche il giacimento di Der Ezzor in Siria, che da solo frutta decine di migliaia di euro alla settimana.