Perché la Cina conta così tanto nei mercati delle commodities? Come riferito dal documento del 2013 Resource Efficiency: Economics and Outlook for China, pubblicato dallo United Nations environment programme (Unep), essa è il maggior consumatore mondiale di materie prime. Dal 1997 al 2008, i livelli di consumo pro capite sono cresciuti da un terzo a una volta e mezzo i consumi mondiali. La costruzione di grandi infrastrutture, l’energia, l’urbanizzazione e le gigantesche capacità produttive hanno fatto aumentare il consumo interno pro capite di risorse naturali a quasi il doppio del tasso di tutta la regione dell’Asia Pacifico. Tuttavia, occorre tenere presente che la crescita del consumo di materiali è stata trainata in primo luogo dal boom infrastrutturale: analizzando il consumo totale di materiali interno al Paese, salta agli occhi un calo della percentuale di biomassa, dal 63% al 15% tra il 1970 e il 2008, contro un aumento dei minerali da costruzione dall’8% al 63% e dei minerali metallici e minerali industriali dal 4% all’8%. In particolare, la Cina consuma il 54% dell’alluminio mondiale, il 48% del rame, il 50% del nickel, il 45% del ferro, il 60% del cemento. Un dato curioso, negli ultimi tre anni la Cina ha consumato più cemento che gli Stati Uniti in tutto il ventesimo secolo.
Un capitolo a parte meriterebbero i combustibili energetici, in un Paese che ha visto probabilmente l’espansione più rapida e ampia della storia moderna. Sempre dal 1970 al 2008, il livello assoluto di consumo di combustibili fossili è aumentato di oltre 7 volte, con una crescita media annua del 5,3%. La Cina utilizza il 49% del carbone, il 13% dell’uranio e il 12% del petrolio mondiali; la combustione del carbone, utilizzata anche nella produzione del ferro e nei riscaldamenti domestici, è la principale responsabile della crisi ambientale, dovuta all’emissione di biossido di carbonio. Nel 2012 la Cina è divenuto il maggiore market player mondiale nel mercato delle energie rinnovabili (sopra il 22%, a 67 miliardi di dollari) e l’efficienza energetica è migliorata qui più rapidamente che in qualunque altro luogo, ma molto resta da fare in termini di monitoraggio e implementazione.

