Imprese Cooperative: I Tratti Distintivi da Non Dimenticare per la Competività

Grafici e dati non permettono tuttavia di capire né in cosa consista il modo di fare impresa di una cooperativa, né le basi del suo agire strategico. Per avvicinarsi a tale comprensione è utile fare riferimento alla letteratura economica che del tema si è occupata. Primo aspetto da rilevare e primo mito da sfatare: una cooperativa non è mossa da obiettivi filantropici; è al contrario un’azienda di produzione economica di beni e servizi. E qui “produzione economica” vuol dire indirizzata all’ottenimento di un utile, di un risultato economico positivo.

Se a tale evidenza si aggiunge poi il fatto che le cooperative usano beni capitali, allora forse esiste davvero una corrispondenza punto a punto con le imprese capitalistiche. Il “principio democratico” nega però subito tale ipotesi. In effetti, tutte le cooperative sono accomunate dal cosiddetto voto capitario:  il potere di partecipare agli organi di governo e di controllo è legato alla persona del socio e non alla quota di capitale sottoscritta.

A negare l’esistenza di un rapporto speculare tra società di capitali e impresa cooperativa è anche il sistema di remunerazione dei soci previsto in quest’ultima: ispirato al principio di mutualità, tale sistema prevede inoltre che il socio sia pagato e riceva anche una parte di utili non in modo commisurato alla quota di capitale posseduta, bensì in ragione di altri parametri. E tra questi altri parametri c’è anche la qualità delle condizioni produttive apportate dai soci. Si pensi ad una cooperativa (di successo) come Mezzacorona, dedita alla trasformazione di fattori produttivi: migliore è la qualità dell’uva fornitale dai soci viticoltori, maggiore sarà l’importo pagato ai soci stessi.