India, Investitori Giainisti Chiedono Un Indice di Borsa “Non Violento”

L'idea di investire in aziende eticamente corrette nei confronti della natura e dell'essere umano potrebbe, inoltre, attrarre anche gli investitori non-giainisti. "Gli investitori privati stanno gradualmente tornando ad operare nel mercato azionario dopo un intervallo di cinque anni - ha commentato Vivek Mahajan, responsabile delle attività di ricerca presso la Aditya Birla Money, una società di investimento di Mumbai. "Nel caso in cui fosse costituito un indice giainista, non vi è alcun motivo per cui una quantità di quel denaro non fluisca verso questo genere di prodotto finanziario."

Tuttavia, anche qualora venisse lanciato sul mercato, l'indice giainista non sarebbe il primo "indice religioso" presente nella borsa indiana. Il paese conta già una serie di indici Shariah compatibili con alcune delle credenze del mondo musulmano - la legge islamica non permette ai propri fedeli di investire in società che traggono profitto dalla vendita di beni ritenuti peccaminosi, quali il tabacco e l'alcool. La proposta di un indice ad hoc per i devoti giainisti  è attualmente soggetto di indagine per verificare che la domanda di tale prodotto sia sufficiente a giustificarne la creazione, ha riferito Alka Banerjee, direttore generale della gestione degli indici azionari al S&P Dow Jones Indices. Il 25 percento del Pil indiano sarà sufficiente.

(1) Prakash C. Jain (2011), "Jains in India and Abroad: A Sociological Introduction", International School for Jain Studies