Intervista a Laura Costato: “In Moldavia per Salvare la Mia Azienda”

Moldavia e Italia, cosa cambia in termini di costi?

In Italia un operaio costa 27mila euro, in Moldavia 6mila. Tanto per intenderci, un pacchetto di sigarette si compra a 1 euro, un pranzo al ristorante a 4. Negli anni Ottanta facevamo utili intorno ai 300 milioni di lire, scesi con la crisi pian piano fino ai 100mila euro. Ora stiamo tornando ai livelli del passato. In Italia per due linee di produzione potevo permettermi due persone, in Moldavia 6. E non sbrigativa manodopera, ma gente da coinvolgere: persone che, con i premi e i benefit inclusi nel contratto, partecipano al rischio d’impresa. Così posso finalmente delegare, perché l’errore di molti imprenditori italiani è di prendersi a carico tutto, quando in realtà l’imprenditore stesso non può per sua natura essere competente a 360° gradi nei settori che coinvolgono l’azienda.

Cosa deve accadere dunque da noi perché si possa tornare a guardare al futuro con fiducia?

Ci vuole una rivoluzione culturale. Bisogna agire in prima persona per cambiare qualcosa: non posso insegnare ai miei figli che il lavoro e l’onestà pagano se poi la realtà mi contraddice. In Moldavia non c’è la vessazione che vedo da noi, eppure siamo immobili, senza una scintilla di orgoglio o dignità. Io ho fatto una scelta ma continuo a lavorare anche per l’Italia e per quei pochi dipendenti che lavorano ancora per me qui. Ecco perché oggi dalle 8 alle 12 insieme a “Impresecheresistono” in tutto il Paese daremo vita alla prima serrata nazionale delle partite Iva, un modo per mandare un messaggio al mondo della politica e delle associazioni di categoria. Esprimeremo il diritto di non lavorare e non produrre ricchezza se poi questa si traduce in debito.

Cambiare si può, già da oggi.