L' impiego di tale istituto comporta certamente pro e contro. Partendo dagli aspetti favorevoli si considerino tre vantaggi principali: In primis, la richiesta di forniture specialistiche a terzi si rivela spesso una scelta utile per tagli su costi organizzativo-gestionali che la produzione interna, altrimenti, genererebbe. In secundis, specialmente in alcuni settori in cui sono necessari continui investimenti per tenersi al passo con la tecnologia, intestardirsi sulla produzione interna può rivelarsi un azzardo pesante per il bilancio societario (non è un caso che nel campo dell' "information tecnology" tale strategia sia molto frequente). Questo consente, certamente, di liberarsi dagli aspetti collaterali della realizzazione del prodotto, permettendo così di focalizzare le proprie energie economico-gestionali sul corpo principale della produzione medesima.
Di più, anche per le aziende di medio-piccole dimensioni può rivelarsi un'ottima alternativa per contenere l'assunzione di lavoratori a tempo pieno. Lo svantaggio forse più evidente, invece, si manifesta nel fatto che, mediante la commissione a terzi, risulti arduo riuscire a controllare direttamente la qualità dell‘apporto esterno. Elemento che può rivelarsi certamente dannoso per il committente. Tale svantaggio è tuttavia evitabile mediante una scelta ponderata da parte dell'outsourcer circa un fornitore serio e professionale. Da ultimo, si tenga altresì in considerazione che l' utilizzo dell'Outsourcing sta prendendo campo anche in settori molto particolari, come per esempio quello aeronautico: le recenti asserzioni pubbliche dei rappresentanti di Lufthansa circa la vendita di un proprio ramo d' azienda, con introduzione di tale istituto, ne costituisce palese dimostrazione.
