La Cina ad un Punto di Svolta: Un modello di Sviluppo da Ripensare

Per avere un’idea dell’investimento cinese sul fronte della viabilità bastano pochi dati: nel gennaio del 2000 la rete autostradale era di 11.600 kilometri, mentre quest’anno ha raggiunto quota 104.000. Un colossale ampliamento costato circa 240 mld di dollari. 110, invece, sono i mld di dollari spesi dalla Cina sul fronte ferroviario per stazioni e treni.

Tanti grandi progetti e quindi tanti investimenti sul fronte interno, che si spiegano anche col tentativo di attenuare il peso gravoso derivante dal calo delle esportazioni, seguito alla crisi finanziaria globale. Ma che in parte non hanno prodotto il ritorno sperato, se, come sottolinea l’Handelszeitung, i debiti sono aumentati sempre più velocemente, al contrario della crescita economica.

Che sia forse arrivata l’ora per Pechino di cambiare qualcosa? Da anni il mantra di numerosi economisti è che la Cina debba defilarsi da quel binario di crescita guidato quasi esclusivamente dagli investimenti (di tipo infrastrutturale, finalizzati alla competitività internazionale e all’export), rafforzando il ruolo dei consumi interni. Un auspicio disilluso, almeno fino ad oggi. Perché? Forse per una ragione all’apparenza di facile lettura: l’amministrazione cinese può facilmente abbassare la mole degli investimenti , qualora lo ritenesse opportuno. Il “consumo” invece non è una variabile così direttamente manovrabile.