La Delocalizzazione Sconfitta dagli Operai Francesi

Accordo raggiunto e nascita della Cooperativa

Nel corso di tutta questa travagliata disputa gli operai hanno continuato ad occupare la fabbrica, mettendo in moto i macchinari di tanto in tanto per fare in modo che fossero sempre pronti per la ripresa dell’attività. Dopo l’accordo del 26 maggio di quest’anno, mentre in fabbrica risuonavano le note dell’Internazionale, gli operai scelsero la forma della Cooperativa. I dirigenti della Unilever hanno definito l’accordo “equilibrato”, ma se si vanno a vedere le clausole è difficile non vedere la vittoria degli operai.

La cooperativa lavorerà sul terreno e negli impianti della Fralib, l’Unilever non solo cederà per un euro i macchinari, del valore di circa sette milioni di euro, ma finanzierà la modernizzazione del parco, i corsi di formazione, uno studio di mercato, la creazione di un marchio e lascerà 1,5 milioni di euro come capitale di avviamento. In più la multinazionale verserà alla nuova cooperativa un indennizzo di quasi 20 milioni di euro.

Se la vittoria, in seguito alla lunga battaglia, ha galvanizzato gli ex operai ora soci della cooperativa Scop Ti, Société copérative ouvrière de production de thés et infusions, paradossalmente la parte più difficile arriva adesso. La Scop Ti avrà tra i 50 e 60 soci: difficile al momento avere più dipendenti, con gli operai vicini alla pensione che se ne andranno per non pesare sul salario dei compagni. Il piano industriale andrà rifatto da zero, la produzione iniziale sarà di 400-500 tonnellate l’anno contro le 3000 al momento della chiusura nel 2010, e il piano si dirigerà in due direzioni:

- fornitura di tè e tisane per marci di proprietà di grandi distributori;

- sviluppo di un marchio di qualità di tè e tisane biologiche aromatizzate con metodi naturali;