C’è tanto orgoglio e voglia di fare. Per quanto riguarda il tè, gli operai ritengono di aver trovato un ottimo produttore che lavora alberi da tè di 300 anni in una provincia del nord del Vietnam. “Sappiamo che con la nostra vittoria non abbiamo messo fine al capitalismo” dichiara sorridendo Leberquier, “ma vogliamo impostare la produzione basandoci più sul modello del partenariato che su quello dominante-dominato”.
Si calcola che entro il 2020 in Francia le aziende che potrebbero cambiare proprietà saranno tra le 700.000 e le 900.000. Per lo più sono tutte aziende solide che rischiano di chiudere perché non riescono a trovare un acquirente. Per questo motivo il Parlamento francese sta discutendo un disegno di legge che prevede, tra le altre cose, di dare ai lavoratori un diritto di prelazione quando vengono messe in vendita piccole e medie aziende che hanno i conti in attivo. Forse, parafrasando Tiziano Terzani, una possibile soluzione alla crisi arriverà da una congiura di operai, che con il loro esempio ci insegneranno a pensare diversamente.
