La Moneta Non C’è Più

L’ideatore dei bit-coins è avvolto dal mistero, e coi tempi che corrono è sicuramente un'impresa tenere celato l’autore che nel 1998 ha messo in moto il “nuovo conio”. I bit-coins si comprano in una banca virtuale, depositando moneta vera su un conto online (con un banale bonifico dal conto corrente). Più alta è la somma trasferita, più bit-coins si comprano, come fossero azioni. In caso di vendita, si fa il percorso inverso, chiedendone il rimborso. Trattandosi di “titoli” non quotati, la compravendita di bit-coins non è trasparente come si vorrebbe credere, e forse qualche ulteriore riflessione va fatta sia sulle modalità di transazione, sia su chi controlla il processo.

La quotazione non ufficiale dei bit-coins ha avuto un massimo ad aprile 2013, con un “prezzo” di 237.56$ per bit-coin, pari ad una capitalizzazione di 2.215.281.500$. Peccato che, nello stesso mese, la quotazione sia crollata a 83.66$, in concomitanza della crisi-Cipro (isola mediterranea nota anche per essere un centro finanziario off-shore: poche regole, nessuna domanda). Il minimo è stato toccato il 16 giugno 2013 con 60$. L’ultimo “prezzo” disponibile è 141.30$, per una capitalizzazione di 1.641.799.327$. Un'altalena vistosa, che, se si fosse verificata per una “blue chip” di pari capitalizzazione, avrebbe fatto scalpore e suscitato l’interesse dei “regulators” (SEC, SFA, Consob).