Le società con almeno il 20% di donne nei ruoli di leadership hanno dipendenti più motivati

donne manager

Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /home/customer/www/smartweek.it/public_html/wpsw/wp-content/plugins/the-moneytizer/core/core_lazy_loading.php on line 47
Secondo una nuova analisi di Willis Towers Watson, le aziende che esprimono una maggiore diversità di genere nei ruoli di leadership e, quindi, con maggiore impatto sui ricavi, offrono una esperienza più positiva ai propri collaboratori. Inoltre, le aziende con strutture manageriali che supportano la diversità, come ad esempio un Chief Diversity Officer, sono percepite come più inclusive.
L’analisi unisce le pratiche di diversity e inclusion di 39 aziende incluse nel Bloomberg Gender-Equality Index (GEI) del 2020 con le opinioni di 1,3 milioni di collaboratori rilevate atttraverso le Employees Engagement Survey di Willis Towers Watson.  I dati dell’engagement survey sono analizzati in maniera integrata con i programmi e le politiche di genere acquisiti da Bloomberg. Il GEI, che comprende complessivamente 325 aziende, tiene traccia infatti dei risultati finanziari delle aziende che si sono impegnate a promuovere le donne sul posto di lavoro attraverso la divulgazione di dati relativi al genere specifici per la leadership femminile, la parità retributiva, la cultura inclusiva, politiche in materia di molestie sessuali e stewardship a favore delle donne.
Tra i principali risultati dell’analisi:
• Le aziende con più donne in ruoli dirigenziali e manageriali offrono esperienze più positive ai dipendenti in termini di percezione circa le opportunità di carriera, equità retributiva, sviluppo delle competenze, fiducia nei leader e supporto manageriale. I dipendenti in queste aziende esprimono anche un maggior commitment e senso di appartenenza e, quindi, una maggiore tendenza a rimanere. In particolare, le aziende con almeno il 20% di donne nei ruoli di leadership registrano un 12% di risposte positive in più riguardo le opportunità di carriera (73% favorevole contro 61% favorevole) e un 10% in più in tema di fair pay (62% contro 52%) e le probabilità di rimanere in azienda (71% contro 61%).
• I collaboratori di aziende con più donne tra il personale con remunerazione più elevata (top 10%) si sentono protagonisti della società in cui operano, percepita come innovativa e leader di mercato. Queste aziende forniscono più spesso programmi di welfare guidati da principi di parità di genere così come sono maggiormente attente alla inclusività della propria proposizione di mercato, monitorando il tasso di retention dei clienti donne ad ulteriore dimostrazione dell’impegno alle politiche di genere.
• Le aziende che promuovono un maggior numero di donne generano un ambiente di lavoro più positivo per i dipendenti dal punto di vista della fiducia nella leadership e del supporto all’inclusione in generale.
• Le aziende con un Chief Diversity Officer, o un manager con un ruolo equivalente, sono percepite come inclusive dall’84% dei dipendenti, rispetto al 73% di quelle che non possiedono queste figure.
” Le aziende che dimostrano un forte impegno per l’inclusione e la diversità generano valore a beneficio di tutti gli stakeholders”, ha dichiarato Maria Delli Pizzi, Senior Director Inclusion & Diversity Value Proposition Leader di Willis Towers Watson in Italia. “Nell’attuale contesto dinamico, una maggiore diversità di genere nei ruoli di leadership aiuta le aziende a trasferire ai propri dipendenti fiducia e capacità di ascolto, con un ritorno positivo sull’engagement delle persone e, quindi, sull’impegno a fronteggiare nuove sfide in un contesto di incertezza. Il ROI (ritorno sugli investimenti) di politiche di inclusione e diversità di genere da parte delle società italiane diventa ancora più evidente analizzando il livello di engagement dei dipendenti italiani: attualmente solo il 43% percepisce positivamente le opportunità di carriera e il 44% il fair pay (verso rispettivamente il 73% e il 61% delle società che afferiscono il GEI e con almeno il 20% di donne in ruoli di leadership)”.
“La pandemia da COVID-19 ha determinato un maggiore interesse degli investitori per i fattori sociali –investimenti ambientali, sociali e di governance – come l’uguaglianza di genere” continua Delli Pizzi. “E non è una sorpresa, come la ricerca ha dimostrato, che un team diversificato primeggi per innovazione e eccellenza nella performance, con impatto anche sui ritorni finanziari agli investitori. I dati dell’Indice Bloomberg per l’uguaglianza di genere sottolineano ulteriormente questa tendenza, mostrando come l’ambiente di lavoro possa avere un impatto sui risultati finanziari di un’azienda.”