La Pubblica Amministrazione Vista dai Giovani: Intervista a NextPA

I budget si restringono e i bisogni aumentano. Come pensate sia possibile coniugare l’attuale stato di crisi delle finanzecon i bisogni emergenti negli individui e quelli imposti dall’innovazione?

Il trade-off risparmi/aumento dei servizi è endogeno al settore pubblico: gli Stati sono come i bambini, quando crescono aumentano anche i loro bisogni. L’Italia è un Paese che sta crescendo e invecchiando: abbiamo bisogno di investimenti in infrastrutture, educazione e sanità, non possiamo permetterci dei tagli. La stessa riforma del SSN in corso dimostra la difficoltà di decidere sui tagli delle risorse: le Regioni giustamente reclamano maggiore autonomia, poiché più consapevoli dei bisogni del territorio e dei servizi da erogare, ma anche il Governo vuole mettere fine agli sprechi, centralizzando le decisioni sulle risorse. Che si parli di sanità o di altri settori, alla fine pendismo che coinvolgere maggiormente il privato possa aiutare. Il piano Juncker a livello europeo sostiene quest’idea: il privato è portatore di risorse monetarie e competenze che rendono possibili investimenti che da solo il pubblico non è in grado di compiere.

 Tra i problemi endemici a cui l’Italia deve far fronte c’è quello, enorme, della corruzione, appunto. Che idee vi siete fatti in merito? Avete proposte per risollevare lo status quo?

 Dunque, premettiamo che circoscrivere il problema della corruzione unicamente al caso italiano sarebbe un gravissimo errore: la corruzione c’è ovunque, la differenza sta nel modo in cui viene percepita ed affrontata. Pensa alla Danimarca, paese in cima al ranking di Trasparency International: la sua struttura pubblica consente a cittadini, imprese ed associazioni di interagire con i rappresentanti politici in modo trasparente e strutturato, ma questo non significa che non vi siano scambi di favori tra i due mondi. Semplicemente avviene tutto “alla luce del sole”. Perché non regolarizzare queste relazioni e il lobbying anche in Italia? Stesso ragionamento potrebbe esser fatto per la legalizzazione delle tangenti come in Germania, dove vengono considerata “costi di transazione” nella realizzazione delle opere pubbliche: più trasparenza, più responsabilità per tutti i soggetti coinvolti, più reddito tassabile. In ogni caso, la realtà è anche più triste di quella che viene fuori dalle statistiche e secondo noi l’unica soluzione a questo problema è la sensibilizzazione di giovani e studenti alla tematica. Far capire ai nostri coetanei che l'aggettivo "mafioso" o "corrotto" non è sempre scherzoso e divertente, dato che alla fine diventa quasi normale un comportamento di questo genere, dettato dallo status quo che portiamo avanti nel DNA di Italiani.

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