Molti produttori, tra cui il più grande negli USA, la United Record Pressing di Nashville, stanno nel frattempo aggiornando la catena di produzione, aggiungendo presse addizionali e rinnovando i macchinari, ma si attende l'iniziativa dei grandi investitori - perlopiù ancora riluttanti a fornire ingenti quantità di fondi per un settore che rappresenta solo il 2 percento delle vendite di musica nel mercato statunitense - per iniettare capitali e fiducia in quest'industria che, in gran parte, rimane artigianale.
A detta di Ryan Raffaelli, assistant professor presso la Harvard Business School familiare con le dinamiche delle "tecnologie riemerse", sono molti i prodotti - dagli orologi svizzeri meccanici alle le penne stilografiche - nella storia industriale ad essersi "ri-affacciati" una seconda volta sul mercato, reinventandosi e attraendo investimenti da parte degli investitori. "Per il vinile, la questione rimane se ci sarà una domanda sufficiente per fare il grande salto. Ed, adesso, è ancora troppo presto per dirlo."
