Le Piantagioni di Oppio e il Business Afghano dell’Eroina

Il governo U.S.A. esprime preoccupazione,  il momento è delicatissimo: le truppe della coalizione internazionale si stanno gradualmente ritirando, dopo 13 anni dagli avvenimenti del 9/11 che  furono casus belli per l’invasione. Il problema non è però tanto l’eroina, prodotto ultimo della lavorazione: il consumo interno agli USA di questa droga dipende principalmente dalle produzioni sudamericane. L’oppio afghano finisce invece su altri mercati, ma ciò che conta è che i proventi del commercio di tale papavero finanziano il movimento talebano, i loro alleati ed i signori della guerra locali. Sono loro infatti a controllare campi, contadini e produzione (sebbene sia cotaria alla dottrina islamica).

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Sono sempre di più, come mostrano i numeri, i piccoli contadini che decidono di mettersi al loro servizio, principalmente per poter sfruttare al massimo i propri terreni: a parità di superficie disponibile infatti il papavero da oppio rende di più che altre coltivazioni tradizionali. Anche i proprietari più umili possono così monetizzare efficacemente i loro appezzamenti. Un sondaggio delle Nazioni Unite tra i coltivatori ha infatti evidenziato questa motivazione come quella più importante.