L’Orto in Tasca: il Chilometro Zero a Portata di App

Ho chiesto alla CEO de L’Orto in Tasca, Eva De Marco, come e quando le è nata l’idea…

Piazza XX settembre, Udine. Era un giorno di settembre del 2012. Era stato pubblicizzato un mercatino a km zero proprio in quella piazza. Del mercatino, però, nemmeno l’ombra. Ecco che, davanti alla piazza vuota, la testa si è riempita di idee o meglio, dell’Idea. Un’applicazione per smartphone per far parlare le aziende agricole e per avere informazioni sul mondo del km zero (si stimano in circa 170.000 le aziende agricole a vendita diretta diffuse sul territorio italiano). Ed è stato così che il 27 marzo 2013 ho fondato l’Orto in Tasca.

Per partire bisogna sempre avere un piano di azione, per cui fin dalle prime battute avevo un programma da seguire. Business model, business plan, poi sono partita col crowdfunding per il recupero dei fondi necessari. Una volta ottenuti ho fondato la società e mi sono lanciata! Durante quest’esperienza ho cercato di capire il mercato, chi avevo di fronte e di che cosa avesse bisogno. Ho ottenuto moltissime informazioni riguardo alle aziende agricole e ho fatto una fotografia attuale della situazione italiana.

orto in tasca

Oltre all’idea innovativa, L’Orto in Tasca deve la sua riuscita alla raccolta crowfunding, come sottolineato da Eva. Il team ha infatti pubblicato un video descrittivo del progetto sulla piattaforma Ulule, così da poter raggiungere l’intero territorio nazionale e  superarne addirittura i confini, appassionando persone alla loro idea e recuperando così una parte dei fondi.

Il contributo “femminile” nella start up è rilevante. Sono doverose quindi le domande relative alla posizione delle donne nel mondo delle start up femminili.