Non pensi che qualcuno possa accusarti di voler speculare su un tema tanto delicato?
"Le persone pagano già per questi servizi. Dalla pulizia della lapide al cambio dei fiori, che lo facciano direttamente o incaricando un addetto. Io ho cercato di accorpare queste necessità offrendo un servizio che sia immediato e di qualità. Ma c’è anche una funzione sociale che non va trascurata. È quello che io chiamo dinamismo della memoria: tramite la nostra piattaforma è possibile riprendere contatto con la cerchia di persone vicine al defunto, una cerchia che troppo spesso si sgretola nel momento in cui viene a mancare la persona che faceva da collante. Abbiamo inoltre il progetto, qualora la società funzioni, di ricreare da qui a dieci anni un vero e proprio albero genealogico per le singole famiglie".
A proposito di “da qui a dieci anni”. Che progetti hai per la tua creatura? Crescerla e svilupparla in prima persona, rimanendo azionista di riferimento, oppure delegare la sua espansione a un fondo di private equity o a un altro simile acquirente?
"Dipende tutto da come andranno le cose. Tengo molto alle collaborazioni, le reputo il cuore del mio modo di fare business. C’è da dire però che questa non è la mia sola attività: lavoro come consulente per progetti informatici, dallo sviluppo di software alla creazione di siti web, ho collaborato al potenziamento informatico del portale online della Guardia di Finanza e porto avanti l’impegno sociale che consegue alla stesura del mio libro, in cui descrivo l’impatto mediatico di vicende come la mia e parlo di cosa accade davvero nei tribunali, portando alla luce ciò di cui nessuno parla mai. Detto ciò, a questo progetto tengo in modo particolare, sia perché l’ho ideato io sia per le ragioni affettive di cui ti parlavo. Ho altre idee nel cassetto e non mi precludo alcuna possibilità futura, di certo ti posso dire che ad oggi non me ne libererei per nessun motivo".

Pensi che la tua vicenda processuale rappresenti per il tuo business un punto di forza, data la notorietà che ti ha conferito, o un punto di debolezza, data la ragione per cui te l’ha conferita?
"Ho un modo molto pragmatico di vedere le cose. La mia notorietà mi dà un grosso beneficio: quello della visibilità. Una visibilità per cui molti, individui e aziende, pagano. E pagano tanto. Ho intenzione di sfruttare anche i canali tradizionali del marketing, dalla pubblicità ai social network, ma la prima scelta ricade su ciò che mi è economicamente più conveniente. La notorietà è un lato positivo, l’unico lato positivo. E mi sento di sfruttarlo".
