Nasce Roust, il Social Network in cui si Parla di Politica

Roust social network

Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /home/customer/www/smartweek.it/public_html/wpsw/wp-content/plugins/the-moneytizer/core/core_lazy_loading.php on line 47

Facebook, Linkedin, Twitter, Instagram fate largo: arriva Roust. In un’America che si prepara alle elezioni presidenziali in programma nel 2016 e che ogni giorno si trova a dover risolvere questioni di matrice sociale, politica o religiosa, non poteva non nascere un nuovo social network, che desse ai cittadini la possibilità di confrontarsi sui temi più scottanti dell’attualità a stelle e strisce.

roust

Il suo nome è Roust ed è il nuovo social network creato per dare vita a vere e proprie discussioni intorno ai temi più caldi del tessuto sociale americano. “Facebook è diventato un luogo per rimanere in contatto con amici, familiari, colleghi di lavoro, clienti e dipendenti. Con connessioni sociali simili su Facebook è difficile e rischioso prendere posizione su tutte le questioni politiche o religiose”, ha affermato Mark Lafay, fondatore di Roust.

Come funziona? Per iniziare bisogna creare un proprio account personale. Una volta installato, il social network è ufficialmente funzionante. Una barra di Facebook, con un feed di notizie, permette di rimanere sempre aggiornati sulle novità più importanti di politica, religione e società. L’utente ha, come in ogni altro social, la possibilità di condividere gli articoli e caricare immagini, oltre a poter commentare i post. La novità, però, è il pulsante “Dislike”. Ciò che Facebook ha sempre evitato, per avallare la possibilità di creare polemiche, è diventato per Roust un punto di forza e un tratto distintivo determinante. Se l’utente non è d’accordo con qualcosa, può mettere un dislike al post. Una strategia ben impostata per dare il via a discussioni che porterebbero a un crescente coinvolgimento dell’utente.

roust

 

Per quanto riguarda il futuro “siamo concentrati sulla costruzione del sito e poi inizieremo con l’aggiunta di funzionalità che ruotano attorno alla reperibilità dei contenuti, la privacy, la moderazione e la gamification”, ha aggiunto Lafay.

A supportare la tesi del fondatore, ci ha pensato anche il Pew Research, che ha rilevato che il 39% degli adulti si impegnano in conversazione politiche su siti di social networking, mentre il 18% degli utenti di social network hanno bloccato, nascosto o rimosso dagli amici qualcuno per la pubblicazione di troppi post politici in disaccordo con le loro opinioni.

Roust darà, a coloro che vogliono intavolare una discussione politica, un posto per dire ciò che pensano senza che nessun altro possa infastidirsene. Una lacuna nel mercato che questo nuovo social network si propone di riempire e che potrebbe presto rivoluzionare la modalità di espressione degli utenti, che in questo modo si sentirebbero incoraggiati a tuffarsi in discussioni sempre più profonde.