Fatto sta che io e Magda potremo darci alla pazza gioia come due escort russe senza ripercussione alcuna. Anche perché, se una delle due esagera, l’altra può chiedere e ottenere il divorzio in tre mesi senza passare dalla separazione. Se invece rimaniamo insieme per N anni e a un certo punto una delle due muore (tendenzialmente, sempre lei), all’altra, cioè a me, va di lusso: non solo ho diritto a incassare la pensione di reversibilità e il Tfr di Magda, ma entro a tutti gli effetti nella linea ereditaria con una legittima sul 50% dei suoi beni (proprio come per le coppie sposate). Tutto bello, tutto giusto. Sì, ma se invece sono etero?
Supponiamo che io e Jorge, rugbista giamaicano di diciotto anni, ci amiamo moltissimo. Però da un lato a me l’idea di sposarmi fa venire la sifilide al cervello, dall’altro lui è pastafariano e crede che l’umanità sia stata creata da un’entità di spaghetti e polpette durante un’intossicazione alcolica (vorrei tantissimo averlo inventato ma giuro che questa religione esiste). Quindi ecco, optiamo per la convivenza e ci domiciliamo in un bungalow di Montego Bay. Ebbene, quasi nessuno ne parla ma la legge Cirinnà ha, in fondo, un capitoletto dedicato anche a noi. In particolare, uno che mi garantisce il diritto di andare a trovare Jorge in ospedale se per caso gli infilo una vuvuzela nell’occhio durante un gioco erotico, o in carcere se scoprono che quell’enorme pacco nasconde anche cocaina. Il problema è se Jorge muore. Sì perché oltre al dolore immenso per la perdita dei miei personalissimi 28 centimetri di felicità, c’è anche il fatto che mi lascia con le pezze al culo. Il superstite della cosiddetta “coppia di fatto” non ha infatti alcun diritto previdenziale né reddituale sui beni del caro estinto: niente Tfr, niente reversibilità, niente legittima. Roba che se io e Jorge avessimo acceso un mutuo insieme per acquistare il bungalow, o mantenessimo i nostri dodici figli grazie all’entrata dei due stipendi che diventerebbero drammaticamente uno (o zero, nel caso mi fossi fatta mantenere dalla sua palla ovale), io avrei l’imbarazzo della scelta tra nuotare verso nord e andare a vivere sotto un ponte di Tuscaloosa perché Sweet Home Alabama oppure mangiare dai sei ai sette figli tipo Medea tenendo solo quelli stupidi e privi di ambizioni perché almeno non dovrò pagare l’università.

Ergo, signora Cirinnà, la tua sarà sì una legge storica, che segna una svolta, che fa uscire l’Italia dalla preistoria (che poi secondo me durante la preistoria andavano avanti a versi e bunga bunga e si stava da dio), sono pienamente d’accordo sul viva l’amore e abbasso i sedili ma due consigli base per il prossimo decreto accettali, mentre Giovanardi&friends si stanno già mobilitando in massa per il referendum abrogativo (dato il tema urgente e prioritario per il Paese subito dopo il divieto delle canne): fidati del libero arbitrio di me e Jorge, non solo di quello di me e Magda, e tutelami economicamente nel caso perda Jorge, non solo Magda. Perché che le coppie non siano tutte uguali davanti alla natura è evidente, vedi Cara Delevingne-Michelle Rodriguez versus Stefania Pezzopane-Simone Coccia. Davanti alla legge, però, la differenza dovrebbe notarsi un po’ meno.
