A giocare a favore della Cina vi è innanzitutto il meccanismo di rotazione imposto proprio dalla FIFA, che regola i criteri per l’assegnazione della manifestazione mondiale. Se il Mondiale 2014 si sta disputando in Sudamerica, quello 2018 si giocherà in Europa (Russia), e all’Africa è andato quello del 2010, quello del 2022, proprio per il meccanismo di cui abbiamo accennato, è stato assegnato all’Asia. Ma con il Qatar fuori dai giochi si aprirebbero scenari imprevisti.
Perché con Corea e Giappone out, già organizzatori nel 2002, in Asia non rimane che il colosso cinese come possibile paese ospitante. Un’idea che piace tantissimo agli sponsor, come detto, ma non solo: marchi come Sony o Adidas con enormi interessi in Cina, vedono come una benedizione la possibilità di giocare lì i campionati del Mondo, per poter sfruttare lo sconfinato bacino d’utenza del paese più popoloso del pianeta.
