La differenza sembra farla il ruolo della comunità. Dal propria ricerca Matheson e Baade hanno concluso che nelle circostanze di un disastro naturale la popolazione tende a collaborare attivamente alle attività di ripristino, costruendo rifugi per coloro rimasti senza un'abitazione, ripulendo le strade, e dotandosi di infrastrutture necessarie per fronteggiare possibili futuri eventi di tale natura. Contrariamente, all'indomani di rivolte, come quella appena accaduta a Ferguson, risulta essenzialmente difficile ripristinare la fiducia dei commercianti locali nella collettività, tanto più attrarre nuovi esercizi nella cittadina. "Non è sufficiente sradicare le violenze e la rabbia", concludono i due economisti. Le difficoltà nel ripristinare pacifiche condizioni commerciali è un elemento pericoloso perché costituisce una dinamica che si autoperpetua, hanno aggiunto.
Per quanto sia difficile prevedere quali potranno essere i futuri sviluppi nella cittadina del Missouri, la strada da seguire, almeno economicamente, è chiara per Matheson: "Tanto prima cesseranno le violenze, tanto più velocemente l'economia di Ferguson potrà iniziare il processo di guarigione".
