Rivoluzione Playboy: dal 2016 Niente Più Donne Nude

Come dichiarato da molte delle attuali o ex playmate, infatti, lo status di "ragazza Playboy" è tutto fuorché denigrante. Essere etichettate come bellissime e universalmente desiderabili, occupare le copertine, diventare icone a livello mondiale ed essere richieste da case di moda e registi di Hollywood, avere accesso ai migliori locali e ristoranti e non doversi occupare di nulla se non del mantenimento del proprio aspetto patinato sembrano essere solo alcuni dei vantaggi ascrivibili al loro ruolo. Che a sentirla così non avrebbe alcun bisogno di essere rivalutato. È il giornale, infatti, a passare hard times, in senso purtroppo non letterale. Almeno non quanto lo era negli anni ‘80, quando la generazione dei Millenials non aspettava altro che l'uscita del proprio mensile preferito. Il fatto è che le vendite di Playboy sono passate dagli storici 7 milioni di copie del novembre 1972 alle 800 migliaia scarse che circolano oggi. Cos’è successo?

playboy girls ragazze

Il mercato del nudo non è cambiato; il modo in cui viene consumato sì. Totalmente. Come riconosce il CEO Scott Flanders, “siamo ormai a distanza di un clic da ogni immaginabile atto sessuale, gratuitamente. Il nudo sulle riviste è semplicemente passé”. Come dargli torto. Da una semplice ricerca di immagini su Google fino a Youporn e derivati, il nudo femminile è diventato così accessibile da annientare ogni forma di concorrenza non virtuale. E dato che le conigliette, solitamente nude, non possono spogliarsi ulteriormente per acquisire competitività, Jones ha optato per il cambio di rotta. Non senza rimorsi. “Non fraintendetemi” rivela al Times “il dodicenne che è in me è molto deluso dall’attuale me. Ma era la cosa giusta da fare”. Sarà, ma il Jones in piena prepubertà non è stato l’unico a mostrarsi risentito. Stephen Bayley ha elaborato per il Telegraph la squisita apologia di una testata tanto famosa quanto –paradossalmente– poco conosciuta. Perché sì, con lei, proprio come con una donna, ci si è spesso fermati all’apparenza. Di conseguenza pochi sanno che Hefner, nel lontano 1953, fondò la rivista grazie a un prestito bancario supportato non da Satana bensì da sua madre. Pochi sanno che sulla copertina della prima edizione campeggiava una radiante (ed elegantissima) Marilyn Monroe. Pochi conoscono il suo track-record di pubblicazioni letterarie, che ha sponsorizzato autori del calibro di Ray Bradbury, Vladimir Nabokov, Norman Mailer, Haruki Murakami e Doris Lessing. Pochi sanno che quegli scostumatissimi scatti provengono dalle lenti di Helmut Newton, Herb Ritts e Annie Leibovitz, o che tra gli intervistati più celebri figurano Malcolm X, Martin Luther King e Jimmy Carter. Pochissimi sanno che il Playboy Club, fondato a Londra nel 1966, ha ospitato il ricevimento di nozze di Roman Polanski e Sharon Stone, dopo essere stato progettato dall’austero fondatore della Bauhaus Walter Gropius.