Se Siete Giù di Morale, Pensate Che C’è Chi Sta Peggio. Tipo Matteo Renzi.

Nemico numero uno è il Fatto, il più attaccato e quello che tra i tre vanta il maggior numero di pagine selezionate. E che di certo non resta in silenzio. In un primo articolo mostra tutta la sua perplessità in merito a quel “balle”, non tanto perché sia un termine più slang di quanto Renzi possa permettersi, quanto perché ciascuno dei titoli incriminati trovi elementare e innegabile giustificazione in altrettanti precedenti avvenimenti politici. È di due giorni fa invece la risposta formale della redazione:

“Il fatto di essere finiti nel mirino di governi di destra, di centro e di sinistra, politici e tecnici, è per noi la migliore conferma che facciamo onestamente e imparzialmente il nostro mestiere di cani da guardia su tutti i poteri. I nostri lettori sono con noi perché sanno che andremo avanti su questa strada, rispondendo soltanto a loro e a nessun altro”.

Dichiarazione sigillata dall’intervento di ieri su la7 del direttore del Fatto Marco Travaglio, che demolisce l’atteggiamento di Renzi con la consueta calma serafica in un climax ascendente di elegante velenosità lessicale. Lo invita a dialogare con la stampa (anche querelandola, se crede), si complimenta per la Leopolda, utilissima nel rinfrancare lo spirito delle truppe e rincuorare i fan, dato che è come tali che tratta i suoi elettori, per poi concludere con un sottile “Paura? Non ne abbiamo avuta di Berlusconi, figuriamoci se ne abbiamo di Renzi”.

Come dargli torto. Soprattutto come non pensare che i collaboratori di Renzi gli vogliano tanto male da non averlo fermato prima che il pensiero di segnare un simile, irreparabile autogol diventasse azione. Forse l’intenzione era relativamente nobile (relativamente alla Leopolda): fomentare i seguaci di sempre contro un nemico comune un po’ come Orwell nei due minuti d’odio, e accattivarsene di nuovi con un’irriverente provocazione dallo stile social, andando a caccia di like come un qualsiasi selfie photoshoppato. Il risultato, però, Renzi, è un po’ diverso.

Innanzitutto perché lanciare provocazioni al Fatto è come preparare la cena a Cannavacciuolo, e dalla loro risposta si evince come in quanto a pungente sagacia abbiano ancora molto da insegnarti. In secondo luogo perché così li fai solo contenti. Con questa tua crociata don chisciottiana hai consegnato nelle mani della stampa a te avversa una tangibile prova di successo del proprio operato, regalando pubblicità e ancor più visibilità a quelle testate che con il tuo giochino intendevi oscurare. Per non dire censurare. Perché l’impressione che hai dato -ma magari è tutto un big misunderstanding- è quella che l’articolo 21 della Costituzione (te la ricordi? Quel librone che alla tua nomina hai giurato di osservare lealmente) ti piaccia a giorni alterni. O a testate alterne. Spoiler: le libertà di pensiero, d’espressione e di stampa sono sacrosante. Che tu #stiasereno o no.