YouTube inoltre, o sarebbe meglio dire Google (che di fatto controlla la piattaforma) ha annunciato un nuovo servizio di streaming (analogo a Spotify) chiamato Remix, che oltre ai contenuti audio sarebbe esteso anche ai video. Tuttavia rimangono alcune perplessità relative al potenziale successo: i fruitori del servizio potrebbero rifiutarsi di sottoscrivere un abbonamento a pagamento, riversandosi su altri portali.
Se l'interesse di Apple si motiva in relazione all'azione dei competitors (e ciò è confermato anche dalla passata acquisizione di Beats) vale la pena interrogarsi sui vantaggi che potrebbe acquisire da Shazam. L'applicazione che consente di riconoscere il brano che stiamo ascoltando e ci fornisce in pochi secondi tutte le informazioni su esso è infatti stata scaricata su più di un miliardo di dispositivi che, chiaramente, annoverano anche Android. Dopo l'identificazione della canzone è inoltre possibile che l'utente proceda all'ascolto o all'acquisto di essa e da questo momento Apple Music sarebbe favorita dall'integrazione con Shazam.

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Oltre poi a guadagnare nella qualità dell'algoritmo relativo ai brani proposti, Apple accederebbe a una quantità incredibile di dati che, secondo quanto riportato da Business Insider UK, permetterebbero di determinare con ben 33 giorni di anticipo le nuove hit e prevedere le nuove tendenze.
Riuscirà quindi Apple a sbaragliare la concorrenza?
