Brexit: una Nuova “Valuta” sulla Scena del Calcio Europeo?

Cominciamo dai RICAVI.

Una delle prime voci che il cambio andrà ad influenzare sono i proventi televisivi da partecipazione alle Coppe europee, che sono pagati dalla UEFA in EUR: una svalutazione della sterlina significa che a parità di premi pagati in EUR dalla UEFA, alle squadre inglesi arriveranno più sterline, e questo è certamente un bene.
I premi in questione però sono divisi in due parti: una quota “fissa”, comune a tutti, ossia i gettoni per i passaggi dei vari turni, ed una variabile: il market pool. Questa seconda voce è di fatto una redistribuzione degli importi pagati dalle televisioni nazionali per acquisire quei diritti. Sui contratti già conclusi, l’effetto è quello descritto sopra; ma con i prossimi rinnovi una svalutazione della sterlina non spingerà certo le televisioni nazionali a pagare più sterline per averli, pertanto l’importo in GBP che verrà redistribuito alle squadre inglesi non aumenterà.

Se a livello locale non cambierà nulla (il cambio EUR/GBP è sfavorevole in uscita ma favorevole in entrata: il saldo rimane invariato), il market pool delle inglesi, espresso in EUR, a parità di sterline versate, diventerà meno ricco rispetto agli altri market pool, riducendo i ricavi delle squadre inglesi rispetto a quello dei competitor europei. Siccome l’importo distribuito tramite il market pool è maggiore di quello distribuito tramite i premi per i passaggi dei turni (oltre ad essere “certo”, mentre i risultati sportivi sono “aleatori”), nel medio periodo una svalutazione della GBP si tradurrà in ricavi meno “ricchi” per le squadre inglesi rispetto a quelli delle squadre UE.

Un’altra voce di ricavo sono la vendita all’estero dei diritti TV relativi alla Premier League. Se, come penso, questi contratti sono stati conclusi prevedendo il pagamento in sterline, per le squadre inglesi non cambierà nulla: tutta la svalutazione andrà a vantaggi delle emittenti estere, per le quali questi contratti diventeranno meno onerosi.
Una svalutazione della GBP però renderà questi diritti meno costosi e quindi si tradurrà in un vantaggio competitivo rispetto alle altre Leghe, favorendone la diffusione.
L’incremento nei ricavi potrà quindi arrivare solo da una maggior diffusione della Premier nel mondo: essendo già la Lega più diffusa, sarà interessante vedere quanto sarà l’incremento effettivo.

Per i ricavi da sponsorizzazioni si può fare lo stesso ragionamento dei diritti TV esteri: per le grandi multinazionali diventerà meno costoso sponsorizzare le squadre inglesi.

Tutto questo ragionamento, però, vale solo se i contratti sono stati conclusi prevedendo pagamenti in GBP; se, invece, fossero stati conclusi in valuta estera (non lo credo ma è possibile), una svalutazione della sterlina significherebbe più sterline per le squadre inglesi, e quindi un immediato vantaggio competitivo. Nel lungo periodo però, ossia mano a mano che si procederà con i rinnovi, i nuovi contratti saranno negoziati tenendo conto anche della svalutazione: a meno di non svalutare all’infinito, questo vantaggio tenderà rapidamente ad annullarsi.

La quarta voce è il merchandising. Tutto il materiale relativo al merchandising, per quanto ne so, è prodotto al di fuori del Regno Unito, delocalizzato in aree a basso costo di manodopera. Una svalutazione della GBP significa un aumento certo dei costi di approvvigionamento per le squadre inglesi.

Per quelle tra loro che rivendono il merchandising prevalentemente sul suolo nazionale, la svalutazione della GBP si tradurrà in un danno, legato alla riduzione dei margini: danno che, se vorranno, dovranno compensare aumentando il prezzo di vendita di questi beni. Un aumento del prezzo però avrà come conseguenza una diminuzione dei volumi, quindi il ricavo netto totale sarà probabilmente inferiore.
Per quelle squadre invece che vendono molto all’estero, la riduzione dei margini sarà compensata dalla svalutazione della moneta. Quindi ci sarà qualche squadra che ne trarrà vantaggio e qualcun’altra che sarà danneggiata.

L’ultima voce di ricavo è la cessione dei diritti relativi alle prestazioni sportive dei calciatori. La Premier attualmente è una Lega che compra, tuttavia una svalutazione importante della GBP renderà i cartellini (ed i relativi ingaggi) dei calciatori meno costosi per gli acquirenti esteri.

A titolo di esempio, vi riporto il contratto con cui la Juventus FC ha acquistato il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Patrice Evra nel luglio 2014. La cessione venne conclusa a fronte del pagamento di un corrispettivo di 1,2 milioni di sterline, pagabili in due rate, più 0,3 milioni di sterline di bonus. Per il Manchester United nulla sarebbe cambiato: per la Juventus invece avrebbe significato un risparmio di circa 227.000,00 €. (1,97 mln € vs 1,74 mln €).
Il fatto che i propri giocatori diventino più appetibili per i concorrenti esteri non è certo un bene: però le squadre inglesi potranno ricavare, a parità di EUR pagati, una maggior quantità di GBP.