Chahida: la Prima Donna Arbitro con il Velo

“Al momento di entrare in campo ero molto emozionata” racconta Chahida “temevo di fare brutte figure davanti ai giocatori, al pubblico e ai giornalisti. Una volta lì, poi, non mi aspettavo tanti obiettivi puntati addosso, e ciò mi ha molto scombussolata. Quando però ho messo i piedi sul terreno di gioco d’un tratto il mio unico pensiero è diventato dare il meglio, e tutto è filato liscio.” A fronte di un esordio con i suoi lati positivi e negativi, così come per ogni atleta alla sua prima gara, per Chahida le cose sono state un po’ più difficili, e non sono mancate acide critiche: accompagnata dagli incoraggiamenti e dei complimenti di amici e parenti per la grinta e la determinazione, infatti, sono arrivate anche pesanti osservazioni sulla tenuta della ragazza, che hanno rimarcato come alla divisa non si possano aggiungere altri indumenti, qualunque essi siano. “Ho subito capito, data l’insistenza dei giornalisti e tutti quegli obiettivi intenti a riprendere ogni mia mossa, che non sarebbe stata così facile come previsto: alcuni dei commenti poi mi hanno dimostrato che non abbiamo raggiunto ancora completa integrazione. Ma non mi arrendo”. E l'importante e che sappia arbitrare al meglio, non che sia una donna o come si veste.

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