Economia Comportamentale, Il Fattore Biologico nelle Scelte Irrazionali

I tre hanno così sottoposto quasi 40 scimmie - principalmente scimpanzé e bonobo, perché considerati i "parenti" più vicini all'essere umano nella scala evolutiva - ad un semplice esperimento. I primati sono stati messi di fronte alla scelta tra delle arachidi e della frutta. Nelle condizioni di un "guadagno", gli studiosi hanno così presentato l'opzione "frutta" positivamente, offrendo alla scimmia che aveva scelto questa alternativa, un pezzo di frutta addizionale una volta su due. Mentre, nella condizione di "perdita", l'opzione frutta è stata presentata negativamente: venivano offerti inizialmente due pezzi di frutta, ma, la metà delle volte che la scimmia la sceglieva, stavolta veniva privata di un pezzo.

Foto 2. Scimpanzé e scimmia bonobo

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E' così emerso che, sebbene sotto entrambe le condizioni - di guadagno e di perdita - la scimmia che avesse scelto l'opzione della frutta avrebbe ricevuto il medesimo payoff - con il 50 percento di probabilità di avere uno o due pezzi di frutta - i primati hanno preferito l'alternativa della frutta un numero significativo di volte in più quando questa era presentata "positivamente" rispetto a quando lo era "negativamente". "Anche le scimmie - scrive nello studio Krupenye - prendono decisioni economiche irrazionali."

Il fatto che gli scimpanzé e le scimmie bonobo, così come l'essere umano, siano allo stesso modo soggetti al framing effect, dimostra, a detta dei ricercatori, che tale tratto comportamentale sia ben radicato nella nostra composizione biologica - del resto è altamente improbabile che quest'ultimo si sia evoluto indipendentemente in ogni specie. "Le distorsioni nelle scelte - concludono - possono essersi evolute in risposta a certe sfide presentate dalla ricerca di cibo nell'ambiente, oppure possono rappresentare un sottoprodotto della selezione di altri tratti, come le emozioni."