La luminosità e il senso di apertura dello spazio è amplificato dalle pareti in vetro e dal design di tutti gli arredi studiati per essere facilmente spostati e riconfigurati a piacere.
L’innovazione è apprezzabile specialmente nelle classi: ci sono ancora spazi classe, ma sono totalmente trasformabili ed è letteralmente possibile metterli sottosopra, spostando e aprendo sedie, banchi e persino pareti. “Ogni lezione ha la sua esigenza e particolarità. Abbiamo perciò pensato ad un luogo che l’insegnante ha la possibilità di cambiare in base alle proprie esigenze. Per insegnare geometria, per esempio, ci vorrà una impostazione più tradizionale che permetta una lezione frontale, con un docente davanti ad una lavagna. Per altre materia, come letteratura o arte ci vorranno invece spazi più dinamici e pluricentrici”.
“La paura” conclude Pfluger “è sempre quella che siano gli insegnanti a opporre resistenza verso il cambiamento. Ma in questo caso sono stati loro i primi promotori del progetto: non vedevano l’ora di portare la scuola dove insegnano nel terzo millennio!”. Un po’ come le scuole e l’edilizia scolastica in Italia insomma…

