I 4 Colleghi che non Vorresti Mai Avere (né Diventare)

 

3. Il figlio di

Buona donna? Forse. Ma soprattutto papà. È da quando sei arrivata che lo vedi cazzeggiare, passa più tempo alle macchinette che alla scrivania e quando è alla scrivania si divide tra e-mail stile tizio al punto 1 a colleghe particolarmente sensibili al fascino del coglione e tornei di poker online. Si rivolge ai superiori come Salvini ai lavavetri appellando con un “uè Africa!” chiunque abiti oltre la circonvallazione di Milano, arriva due ore dopo gli altri e se ne va due ore prima senza comunque aver concluso nulla. È il tipico che preghi di non incontrare nei corridoi perché se per caso succede sei automaticamente condannata ad almeno 15 minuti filati di monologo in cui si lamenta di come la peruviana gli inamidi il colletto delle camicie e/o del povero con la Toyota Corolla che stamattina ha osato rubare il suo solito posto in tripla fila e meno male che ha un Cayenne così ha potuto parcheggiare verticalmente con le ruote anteriori sul cofano di una Smart. Da povero. Capisci se lo incontra qualcun altro perché senti esplodere la tipica risata forzata in risposta a battuta agghiacciante e vedi gente inchiodare improvvisamente lo sguardo sul blackberry per sembrare concentratissima a leggere una mail mai arrivata. Tutti lo evitano, tutti lo odiano. Cosa ci fa lì, ti chiedi? E la prima volta che ti arriva una mail con lui in copia ti rispondi. Sarà un’incredibile coincidenza ma porta lo stesso cognome di uno che qualche tempo fa se non ti ricordi male era finito su tutti i giornali per aver acquistato il 10% della società in cui lavori diventandone unico azionista di maggioranza. E, sempre se non ti ricordi male, ora che ci fai caso porta anche la stessa faccia da culo.

Trota Bossi