Nel Settembre 2014, Samer, di ritorno dal negozio di alimentari dove lavora, ha una delle sorprese più brutte: Sara è sparita. La moglie era stata arrestata e accusata di atti osceni mentre puliva la loro casa. “Dopo questo evento, ho mandato i nostri figli ad Aleppo, io sono rimasto a Raqqa per seguire il caso di mia moglie”.
Più tardi Samer apprenderà, da un altro combattente dell'ISIL, che la moglie morì in prigione il 4 Novembre 2014. “Fu brutalmente torturata da vari membro dello Stato Islamico, che la svestirono e la frustarono. Dopo molti giorni, è morta per un attacco di cuore”
Dopo la sua morte, l'Isil restituì il suo defunto corpo alla famiglia, senza dare spiegazioni, che la seppellì in Raqqa. “Era la persona più gentile che conoscessi; non ho mai vissuto un singolo affronto da lei da quando ci eravamo sposati”. Come molte persone, in fuga dalle barbarie dello Stato Islamico, ora Samer sta pensando di portare i suoi tre figli in Turchia per provare a ricostruire la loro vita.
