La Teoria di Zoolander Applicata al Terrorismo dello Stato Islamico

Secondo una ricerca fatta dal tabloid inglese Daily Mail, le ragazze sarebbero state sottoposte a un controllo online, attraverso il quale sarebbe stato fatto loro un accurato lavaggio del cervello, proprio come successo al protagonista del film. Secondo il giornale anglosassone, Begum e Sultana sono state tra gli utenti Twitter più prolifici. Attraverso il social network, infatti, avrebbero seguito decine di account pro-IS, trovando accesso a un fiume di immagini e filmati spaventosi. Come loro, anche Aqsa Mahmood, una studentessa scozzese di 20 anni, che, come le tre studentesse londinesi, si è avvicinato al mondo terrorista. “Lei crede che i jihadisti siano la sua nuova famiglia, ma non è vero. La stanno solo utilizzando per il loro scopo. Le hanno fatto il lavaggio del cervello”, hanno gridato a gran voce i genitori.

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L’idea che i jihadisti islamici siano soliti a questa tecnica per reclutare militanti, però, non è uno una teoria dei media. La conferma arriva anche dal Mohammad bin Naif Counseling and Care Center dell’Arabia Saudita, un centro che dal 2004 ha la pretesa di de-radicalizzare militanti islamici attraverso un ampio programma di rieducazione religiosa. Attraverso la consulenza psicologica, lezioni di scrittura creativa e opere d’arte, la struttura aiuta a restituire la visione del mondo a ex-jihadisti, fuorviati in passato circa la natura autentica dell’islam e dei loro obblighi religiosi.