L’Economia del “Gatto Nero”, Il Costo della Superstizione Per Gli Investitori

E' stato stimato che negli Stati Uniti, ogni Venerdì 13, vengono bruciati tra gli $800 ed i $900 milioni, proprio perché, mossi dalla superstizione per il numero 13, molti individui rinunciano a viaggiare, al lavoro o, più in generale, non sono disposti a fare affari (1). In Cina, invece, le superstizioni numerologiche non solo fanno si che nel mercato azionario le società di nuova quotazione associate ad un codice "fortunato" vengano scambiate ad un valore più alto (2), ma riescono anche ad influenzare le transazioni nel mercato degli immobili - secondo un recente studio le unità residenziali contraddistinte dal numero 4 vengono vendute con uno sconto dell'1,1 percento, mentre quelle che esibiscono il numero 8 sono associate ad un sovrapprezzo dello 0,9 percento (3).

Da tali illogici convincimenti non sembrano essere immuni anche gli operatori finanziari asiatici, secondo quanto emerso in un recente studio dal titolo "Do Superstitious Traders Lose Money?". Analizzando gli ordini d'acquisto presentati al Taiwan Futures Exchange (TAIFEX) - la borsa taiwanese - ,  i ricercatori hanno scoperto che i trader - in più del 50 percento dei casi - erano più propensi ad acquistare azioni in quantità che finissero con un otto, piuttosto che con un 4 (vedi Figura 1). Tale comportamento irrazionale, secondo i dati dello studio, avrebbe condotto ad una riduzione dei rendimenti giornalieri per il quintile d'investitori più superstiziosi dello 0,03 percento rispetto a quelli meno superstiziosi - il che su base annuale equivale, secondo un calcolo eseguito dal The Economist, ad una riduzione dei ricavi - per pura coincidenza - dell'8,8 percento.

Figura 1. Investitori Individuali

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