Londra Sta Costruendo un Muro Anti-Migranti a Calais

I lavori sono previsti iniziare entro questo mese. Già soprannominato dai diversamente entusiasti abitanti locali "la grande muraglia di Calais", l'imponente costruzione vuole, secondo il ministro, prima di tutto proteggere camionisti e autotrasportatori dal lancio di pietre, valigie e persino tronchi d’albero con il quale i migranti cercano di rallentare i veicoli per potervi salire. Per rendere più difficile l’eventuale scalata, il muro verrà realizzato in cemento liscio, e per limitarne l’impatto ambientale (ma no, perché?) le pareti saranno abbellite con piante e vegetazione varia. Solo quelle interne, ovviamente.

Il progetto ha già, inspiegabilmente, attratto le prime critiche. A partire proprio dagli autisti: la Road Haulage Association, associazione britannica dei trasportatori, l’ha definito “un misero utilizzo dei soldi dei contribuenti”, sostenendo che sarebbe stato meglio spenderli per aumentare la sicurezza (quella in carne e ossa) lungo le strade d’accesso. E non per uno, ma per almeno 5 chilometri. Fa eco, nonostante le diverse ragioni, Françoise Guennoc di Auberge des Migrants, un’associazione umanitaria a sostegno dei migranti di Calais: “Questo muro altro non è che l’estensione di recinti e sorveglianza che già esistono. Le persone andranno semplicemente più lontano per aggirarlo”.

In tutto ciò Goodwill, storico membro del partito conservatore ed ex Ministro dei Trasporti, noto per la sua curiosa inclinazione a trarre profitto personale dai benefit messi a disposizione della classe politica (filosofo del “se compro un biglietto aereo più economico posso intascarmi il resto delle 500 sterline che ho a disposizione” e del “perché non affittare ai contribuenti inglesi la mia seconda casa pagandoci tasse ridicole?”), lui, nella “Giungla”, non ci è ancora stato. Dice che ci andrà asap.

calais

Qualora accada, vi troverà tende e rifugi improvvisati che ospitano circa 9.000 persone. Il 66% degli inglesi, secondo il TheGuardian, non ne vuole altre. Un altro 63% (in aumento del 16% rispetto a un anno fa) sostiene che se ne dovrebbero accogliere meno all’origine. E non ha tutti i torti, dato che la trovata del muro di Calais segue la drammatica pubblicazione dell’ufficio nazionale di statistica britannico, secondo cui il numero di migranti da marzo 2015 a marzo 2016 (dunque prima della Brexit) ammonta a 327.000. Risultanti da 180.000 cittadini EU più 190.000 extra-EU entrati nel Regno, nettati dei 43.000 britannici emigrati. La sfida maggiore, secondo Goodwill, è ridurre il numero di migranti a livelli sostenibili, riportandolo nell’ordine delle decine di migliaia.