Londra Sta Costruendo un Muro Anti-Migranti a Calais

Che per carità è vero, come sono veri e gravi gli attacchi spesso aggressivi che autisti (e turisti) subiscono dai rifugiati. Come sono veri i 22.000 tentativi di distruggere le recinzioni in giugno, rispetto ai soli 3.000 contati in gennaio.

calais

Il punto, però, è che costruire un chilometro di muro laddove esistono già recinzioni alte 5 metri in filo spinato, telecamere a circuito chiuso e agenti francesi non è che risolva granché. Anche perché, storicamente, ovunque si sia realizzato un muro, le persone hanno trovato il modo di scavalcarlo. È uno spreco di risorse pubbliche con effetti collaterali ben più gravi di quelli economici, perché aumenta le tariffe dei trafficanti di persone e mette ancora più a rischio la vita di chi cerca di scappare. Il problema non è che il campo è gestito male. È che non è gestito affatto. Il problema è che le persone sono allo sbando, che non si distinguono i normali camionisti dai bracconieri, e che nonostante -o per?- questo gli autisti vengono multati dalle 2.000 alle 4.000 sterline per ogni migrante trovato nei loro veicoli. Come?

Attualmente, una volta eluse sicurezza e recinzioni, la prima barriera all'uscita consiste in una stazione di controllo francese che procede con il controllo dei passaporti. I camion vengono poi passati ai raggi X o sottoposti a sofisticati macchinari (costati 3 milioni di sterline) in grado di rilevare il battito cardiaco o l'aumento di anidride carbonica nell’ambiente provocati dalla presenza e dal respiro di un secondo, eventuale essere umano. Si passa poi attraverso cani addestrati e pattuglie per arrivare infine alle autorità di confine inglesi, che conducono gli autotrasportatori a un terzo checkpoint prima di permetterne l'imbarco. Imbarco al termine del quale, giunti a Dover, se si è molto sfortunati si passa da un quarto controllo random sui mezzi in entrata. E se si trova qualcuno a bordo? O viene arrestano (come è successo a 18.000 migranti senza documenti nella prima metà del 2015), o lo tirano giù dal camion, lo portano a qualche miglio di distanza e lo lasciano lì. Libero di tornare a Calais, se crede.

Si prevede che i lavori per erigere la deliziosa muraglia dal retrogusto un po’ asiatico e un po’ berlinese termineranno entro la fine dell’anno. La disperazione di chi scappa dalla guerra, invece, non proprio.