MaidSafe, Anche Internet Può Evolvere

La start-up britannica MaidSafe, situata nella piccola città di Troon in Scozia, ha riconosciuto infatti che la miriade di problemi che l’Internet a cui siamo abituati sta avendo (vedi caso NSA e violazione della privacy, censure in diversi paesi e proprietà intellettuale), risiede nel modo in cui è stato progettato il sistema. Lo staff di MaidSafe quindi ha ben pensato di stravolgere il modo in cui è strutturato l’Internet di oggi, cercando di trovare un modello di business sostenibile per contenuti, privacy e dati degli utenti, evitando la vulnerabilità a virus e malware…ostacoli non certo facili e semplici da superare.

La nuova architettura che MaidSafe, dopo 7 lunghi anni di tentativi e di test, rilascerà a fine 2014,  è una prima versione beta della nuova rete.

Sul famoso sito di informazione tecnologica TechCrunch, il responsabile di MaidSafe Nick Lambert ha riassunto così il nuovo concetto di Internet che l’azienda sta proponendo: “una piattaforma universale, dati autonomi e rete di comunicazione completamente decentralizzati”. In pratica si tratta di una rete che non si rifà agli innumerevoli strati di server e datacenter presenti oggi, ma li rimpiazza con la costruzione di un’infrastruttura peer-to-peer (che per esistere ha intrinsecamente bisogno almeno di un altro utente).

In soldoni, l’utente della rete è anche parte dell’infrastruttura, attraverso un’architettura bottom-up. Donando parte della propria memoria digitale (i famosi Giga-Bytes di cui tanto ci preoccupiamo), gli utenti garantiscono che i dati vengano distribuiti e crittografati in milioni di hard-drive in tutto il mondo, evitando la tracciabilità.