Una decisione che, unita al meno gratificante atteggiamento aggressivo della marina militare, comincia a produrre i primi risultati. La Grecia, invece, che soffre molto l’ondata migratoria proveniente dalla vicina Turchia, ha giocato tutte le sue carte sulla drasticità: è recente la notizia della costruzione di un muro di 12,5 chilometri lungo tutto il confine. Turchia che, a sua volta, vittima di una legislazione eccessivamente flessibile, continua a fungere da passaggio per i profughi mediorientali in cerca di nuova vita in Europa.
Una situazione preoccupante, che i singoli Paesi stanno cercando di fronteggiare singolarmente, in attesa che l’Europa converga le sue direttive in una vera e propria politica di cooperazione comunitaria. Intanto, per novembre, è prevista l’attuazione dell’operazione Frontex Plus, una versione 2.0 del Mare Nostrum, che prevede un ampliamento dell’area d’intervento delle autorità nazionali. Anticipare di qualche miglio l’intercettazione dei barconi per prevenire tragedie.
A Bruxelles sono convinti che basterà.
Staremo a vedere.
