Niente Glutine e Poche Proteine: YesiFood, la Startup del Cibo Buono

Come nasce un prodotto YesiFood? E quali sono i suoi clienti?

Sembra strano a dirsi, ma nasce dopo due anni di ricerca. È un prodotto di qualità e unico nel suo genere: un alimento per nefropatici, apprezzato - e adatto - anche dai celiaci, surgelato. Questo ci permette di non utilizzare conservanti e di non avere resi o invenduti: il prodotto, infatti, può consumarsi entro 18 mesi. La ricerca è stata così minuziosa, che ad oggi abbiamo ricevuto contatti da una multinazionale che vuole acquistare la nostra licenza che sta alla base del prodotto e questo è più che ragionevole, perché YesiFood è riuscita a mantenere qualcosa che i grandi colossi invece hanno dimenticato: la dignità del prodotto. I prodotti YesiFood non sono soltanto un supporto medico: sono anche buoni e conservano la natura dell'alimento. Abbiamo soprattutto clienti del settore farmaceutico e parafarmaceutico. I nostri sono prodotti regione-mutuati, il che significa che sono destinati ad un particolare segmento di mercato: i nostri acquirenti sono molto informati, con specifiche caratteristiche e esigenze ben precise.

Com'è avviare un business in Italia?

Devo essere onesto: in Italia c'è una finta imprenditoria. Fare imprenditoria significa rischiare e mettersi in gioco e gli imprenditori italiani, invece, vogliono investire a rischio zero. All'estero è molto meglio: c'è una deontologia professionale che qui non esiste e si programma tutto a lungo termine. L'unico incentivo, in Italia, per le start up, è l'assenza di tasse di registrazioni speciali alla Camera di Commercio. In Italia non si è invogliati a costruire: costringe ad andare all'estero. Comprare macchinari al di fuori dal nostro paese, per esempio - nel nostro settore - conviene, perché non si paga l'IVA; naturalmente non l'ho fatto, perché significherebbe azzoppare l'economia italiana, però è un chiaro segnale di quanto sia facile trovare un motivo per andarsene. La nostra ricerca scientifica avviene al 60% all'estero - anche e soprattutto a Cork - e questo perché in Italia è molto più costoso e il risultato è "meno certo".