Oslo Summit on Education for Development: Imperativo Sociale tra Istruzione e Crescita

Per tutti questi motivi, quindi, la questione dell'analfabetismo femminile in molti Paesi del Terzo Mondo non può essere ignorata. Occorre cercare di risolvere il prima possibile le sue principali cause, vale a dire il costo-opportunità dell'istruzione spesso più alto per le donne che per gli uomini, le aspettative e ambizioni limitate da parte delle famiglie verso le figlie femmine, i matrimoni precoci e gli alti tassi di gravidanze adolescenziali legate agli stupri nei Paesi sottosviluppati.

L'esito del Summit comprende alcuni imperativi per i Paesi interessati. In particolare essi devono impegnarsi a investire fondi domestici nella scuola. A questo proposito, è stato evidenziato il caso del Pakistan, che nel 2010 (come indica il relativo Background Paper) ha reso obbligatoria l'istruzione per i bambini dai 5 ai 16 anni, passo fondamentale per lo sviluppo del Paese, che tuttavia non è riuscito a sostenere questo audace programma a causa della mancanza di fondi.
Il secondo imperativo del Summit comprende un aumento degli aiuti economici destinati all'istruzione nei Paesi che stanno affrontando situazioni di emergenza. I leaders di tutti i Paesi, sviluppati e non, devono sentirsi coinvolti nel programma di istruzione mondiale proposto dal Summit. In particolare, è loro compito delineare degli obiettivi misurabili e ben precisi da raggiungere ogni anno.

Infine, i governi devono abbandonare le ricerche di mercato e concentrarsi su riforme strutturali di più ampio respiro, come ad esempio la riforma dell'insegnamento, dal momento che il ruolo degli istitutori è di fondamentale importanza nel processo di apprendimento.

Il Summit di Oslo si prefigge dunque di porre le fondamenta del World Economic Forum che si svolgerà in Corea nel 2015 e di fornire spunti per la International Conference on Financing for Development che si svolge questo mese in Etiopia.