Stipendi in media inferiori a quelli del settore profit, grande turnover dei manager e difficoltà per le associazioni a trattenere i giovani da una parte, ma dall’altra un livello di istruzione sempre più elevata tra gli addetti in un Paese che, nonostante la crisi, nel 2013 ha avuto una impennata nelle donazioni, facendo passare l’Italia dal 35° al 24° posto del World Giving Index 2013 per numero di persone che hanno contribuito ad una associazione no-profit nell’anno.
La classifica complessiva, a cura della Charity Aid Fundation, che oltre le donazione ha tenuto in considerazione anche servizi presso una associazione di volontariato, ha visto l’Italia al 21° posto davanti a Germania, Lussemburgo, Spagna e Francia, in una classifica dominata dagli Stati Uniti. E questo anche grazie alle capacità sviluppate dai nuovi professionisti formati in corsi come il Master dell’Alma Mater Studiorum.
