Salute o Lavoro? L’Ilva ed il Ricatto Occupazionale Italiano

Ora, alla luce degli odierni fatti di cronaca, e senza entrare nel merito, bisognerebbe interrogarsi sul perché lo Stato italiano abbia deciso allora di privatizzare un’industria della quale non poteva e non può fare a meno. Che non ne possa fare a meno risulta chiaro dall’assoluta incapacità di reagire a quello che oggi è il più grande ricatto occupazionale italiano del nuovo millennio. Salute o lavoro, a voi la scelta. Difficile scegliere, ancor di più capire come si possa essere arrivati a ciò, considerando che coloro che solo a capo dell’enorme complesso siderurgico sono un esempio nel resto d’europa in materia di sostenibilità ambientale. Ancor più difficile risulta accettare il fatto che la città si trovi alle prese con questo inestricabile ricatto occupazionale quando, dei suoi quasi 200.000 abitanti, solo 3.000 tarantini hanno trovato lavoro fra ciminiere ed alti-forni, mentre la soglia di disoccupazione è di gran lunga superiore alla media nazionale.

“Solo una cosa fa più rabbia della noncuranza con cui un’industria ha devastato ambiente e vite umane a fini di profitto: l’omertà e la connivenza di chi gliel’ha permesso.” Giuliano Pavone.