Se i Tagli di Spesa non Bastano: Andare oltre la Spending Review

Budgeting. Risorse appunto, o meglio previsione delle stesse. Ebbene, se la logica incrementale è impraticabile, l’idea è quella di prospettare dei fondi di stabilizzazione budgetaria. Espressione complessa per dire che, quando e se ci sono risorse disponibili, anziché spenderle tutte è bene tenerne un po’ da parte in vista di tempi di magra. Essere formiche anziché cicale, di fatto. Cultura. Intervenire sul dato culturale significa stipulare un nuovo contratto sociale tra cittadini ed enti pubblici. Superare la logica del rapporto verticale per incentivare una cultura della collaborazione e della partecipazione.

Partecipazione. Questa è il presupposto per creare consapevolezza. In effetti gli autori dell’articolo considerato ricordano come iniziative basate su tagli di spesa possano essere avviate solo quando le persone sono consapevoli della necessità delle stesse e riconoscono i tagli come inevitabili per arrestare il declino economico-sociale in atto. Un’ultima considerazione merita di essere riportata. Se è vero che la crisi ha reso indispensabile rivedere la dimensione del settore pubblico e se il semplice taglio dei servizi non può essere la sola risposta, il coinvolgimento diretto dei cittadini (cui si è accennato parlando di cultura e partecipazione) e del cosiddetto terzo settore nelle attività di offerta di tali servizi andrebbe ulteriormente promosso. Dopotutto, in Europa si è diffusa negli ultimi decenni l’idea di investire sulla “sussidiarietà funzionale” (detta anche pubblico-privato), che mira ad attribuire ai privati cittadini responsabilità in merito alla gestione di servizi di interesse generale.