Strage di Parigi: i 7 Tipi di Reazione sui Social

Soggetto 3: l’attivista politico

L’attivista politico, che lo sia davvero o solo dentro di sé, deve dire qualcosa. La avverte proprio come missione umanitaria, sente il dovere morale di rendere edotti i suoi (e?)lettori con un commento da chi queste cose le sa. Ha guardato i telegiornali, letto i quotidiani e seguito i dibattiti di tutte le reti incluso Pierluigi Diaco a pomeriggio5 che tutti ricordiamo come concorrente dell’isola e nessuno come giornalista ma va bè. Nel dubbio ha anche seguito quella puntata di art attack in cui Giovanni Muciaccia insegna come realizzare un portafoto in carta igienica e tritolo. Conosce i militanti dell’isis come se da piccoli avessero guardato insieme Aladdin e lui avesse già capito tutto perché loro simpatizzavano col sultano pur tenendo per Jafar. Insomma è pronto. Deve partorire un commento che racchiuda tutto questo bagaglio culturale che comunque è lontano dal superare i limiti ryanair ed è fatta. L’obiettivo è produrre un contenuto abbastanza profondo da commuovere Andrea Pirlo, storicamente credibile come Alberto Angela, di respiro internazionale come l’aviaria e soprattutto che metta d’accordo tutti. Alla fine realizzerà di aver detto tutto e niente e capirà che la politica è davvero la sua strada.

Soggetto 4: l’estraneo ai fatti

Questo soggetto si incontra raramente, il che lo rende paradossalmente prezioso e affascinante. Lui non se ne cura. Potrebbe essere un matematico, un filosofo, un serial killer. Nulla lo turba. Si crogiola pacioso nella realtà parallela in cui vive; non gli importa della crisi, dei rifugiati, di Parigi, della Siria, di Valentino Rossi. Sono tutte esternalità effimere che niente hanno a che vedere con i misteriosi turbinii della sua mente, che mentre il mondo si sfascia sta elaborando il quarto teorema di Euclide, la critica alla ragion impura o il prossimo omicidio. Lui è superiore, non c’entra niente con noi e lo sa. La sua presenza sui social è fatta di condivisioni che non lo sono, citazioni di poeti tibetani che se le leggi al contrario esce un testo di Tiziano Ferro, basi musicali che potrebbero tranquillamente accompagnare una messa nera o il cambio tunica del Ku Klux Klan. L’immagine profilo è un tricolore dove i colori sono tutti e tre il nero, ha un massimo di 45 amici e nessuno di loro l’ha mai visto di persona. Forse fa così perché in realtà sa tutto. Ha decriptato Enigma insieme ad Alan Turing, ha visto la madonna insieme a Bernadette e incontrato gli alieni con Raz Degan. Lui ci ignora, lui guarda e passa, lui cambia forma e dimensione. Lui è come l’amore, come il vento e come Rocco Siffredi in fila dietro di te: non lo vedi, lo percepisci.

Soggetto 5: il simpaticone

Brillante trascinatore di masse con stati dai 40 like in su, il simpaticone sceglie la coerenza e prova a buttarla sul ridere. Che potrebbe anche funzionare se solo capisse che farlo all'indomani delle 129 vittime rischia di risultare virtualmente autodistruttivo. Ma lui è coraggioso e se ne frega. Inizia così a condividere brillanti giochi di parole, tipo “Parigi sta Allah grande”, o finti articoli di cronaca come “donna chiede è la il bar e la gente capisce Allah Akbar: arrestata”. Sì, avete riso, lo so. Ma il simpaticone non è ancora soddisfatto. Così finge di sapere benissimo chi sia Oriana Fallaci e di avere i suoi dodici libri in camera proprio tra i piccoli brividi ed esplorando il corpo umano, e inizia a condividere decine di divertentissimi meme con particolare focus sulle sue capacità predittive. Oriana che prevede l’esito della champions, l’eliminato al grande fratello, la morte di Moira Orfei, il ritorno del Maurizio Costanzo Show e i ritardi di trenitalia che per fortuna non è donna se no il fidanzato sai che ansia. Il problema del simpaticone è che quando realizza di non aver riscosso il consueto successo smette di essere simpaticissimo. Inizia a inveire contro l’umanità tragediofila che lo circonda, ci ricorda che ridere è un’arma di difesa e che in realtà la sua anima sensibile e impaurita sta cercando rifugio come il cetriolo nel Big Mac. Con lo stesso risultato.