A guerra finita, né le autorità cinesi, né quelle inglesi, intervengono per regolare la vita del quartiere, lasciando così spazio al dominio incontrastato delle Triadi, la mafia cinese. Gli anni ’50 segnano l’epoca d’oro della Kowloon Walled City: casino, bordelli, fumerie d’oppio, qui vengono a rifugiarsi i criminali di tutta Hong Kong. Ma lo sviluppo dell’ ”economia locale” è accompagnato da quello demografico e urbanistico: nuove costruzioni, le prime condutture d’acqua e la connessione alla rete elettrica migliorano notevolmente la vita dei 30mila che formicolano nelle sue viuzze negli anni ‘70.


