Le due app sono rimaste in testa alle classifiche in maniera continuativa dal 2012, l’anno del lancio di entrambe, fino al 2015. Altri titoli, in passato di grande successo, come Farmville di Zynga e Angry Birds di Rovio, entrambi lanciati nel 2009, hanno invece subito un progressivo declino. Farmville, dopo un picco di 82 milioni di utenti attivi mensili in Q2 2010, ha assistito a un crescente disinteresse da parte degli utenti, rimasti solo 3.2 milioni in Q4 2014 (www.appmtr.com). Questo progressivo declino si è presto tradotto, in borsa, nella raccomandazione “hold” degli analisti per le azioni di Zynga e, all’interno dell’azienda, in un cambiamento di leadership.
Ancora prima, il successo della finlandese Rovio, Angry Birds, ha iniziato a suscitare sempre meno interesse; cioè è avvenuto anche a causa di un business model fragile, basato sul pagamento della app stessa (“pay-once-play-forever”), in un periodo in cui il modello “freemium” con acquisti in-app stava prendendo piede. Con ricavi calanti sia dai download dei giochi sequel di Angry Birds che dalle licenze del merchandising dei personaggi, Rovio ha annunciato ieri che intende tagliare il personale di un terzo, con 260 licenziamenti. I social games sono, dunque, solo trend passeggeri?

