Il successo lungo e continuativo di Candy Crush Saga e di Clash of Clans sembrerebbe dimostrare il contrario. Infatti, nonostante il declino di utenti attivi mensili di Candy Crush, la redditività della app e dei suoi sequel, come Candy Crush Soda Saga, rimane consistente. A questo punto, possiamo chiederci quali siano i fattori critici di successo di ciascuno dei due giochi, che, seppur diversi tra loro, hanno tre punti in comune.
1) Business Model Freemium: iniziare a giocare è completamente gratuito. Gli acquisti in-app servono solo a velocizzare i progressi all’interno del gioco e non sono quindi strettamente necessari.
2) Senso di comunità: il gioco multiplayer di Clash of Clans da un lato e la cooperazione/competizione degli utenti di Candy Crush Saga dall’altro, creano un senso di comunità, portando l’utente a controllare il gioco frequentemente per fornire aiuto al clan o per “superare”, nel “gioco dell’oca”, i propri amici di Facebook.
3) Non si vince: a Candy Crush vengono continuamente aggiunti livelli e in Clash of Clans non c’è limite al livello raggiungibile da ciascun membro dei clan. Il gioco non finisce, diventa parte della routine.
Qualcosa, però, sta cambiando nel mondo dei social games. Secondo Flurry, servizio di analytics di Yahoo!, i giocatori hanno passato meno tempo a giocare sul cellulare nel 2015 rispetto al 2014, riducendo il tempo di gioco giornaliero da 52 a 33 minuti. Sembra proprio che gli utenti stiano spendendo di più in-app (Apple ha raggiunto il suo record di $1.7 miliardi di ricavi in Luglio) per giocare meno, e arrivare ad un buon livello velocemente. Che ne sarà dei social games in un’epoca di giocatori impazienti? Grande successo o totale fallimento, non ci sono mezze misure.
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