L'elemento chiave del testo del pensatore scozzese è, a detta di Roberts, l'identificare nell'auto-controllo il principio cardine su cui fondare un sistema morale condiviso. La premessa di tale conclusione resta sul nostro naturale desiderio per l'amore dell'altro, il quale dovrebbe indurre una condotta compatibile con le preferenze e le aspettative di quest'ultimi, permettendo così l'elevazione dell'individuo al di sopra dei nostri istinti basilari. In quest'ottica, la costituzione di una società non ci rende schiavi, limitando il nostro comportamento - come Rousseau ed altri filosofi avevano suggerito in precedenza - ma consente la liberazione dell'individuo dalle sue bassezze.
Seguendo la versione riabilitata da Roberts del pensiero Smithiano, ognuno di noi si ritrova così a giudicare il proprio comportamento sulla base degli standard imposti da uno "spettatore imparziale" - una sorta di coscienza collettiva. "Se vuoi essere veramente una persona migliore, invece che semplicemente sperare di diventarla, prestare attenzione può aiutare", prosegue Roberts. "L'idea di Smith dello ‘spettatore imparziale’ - l'immagine di qualcuno sopra la propria spalla che non abbia un interesse diretto nella questione - è un ottimo modo per prestare attenzione. Per quanto sia difficile nel momento in cui si realizza di aver fallito, riflettere sulla nostra condotta dopo un fatto compiuto, con lo ‘spettatore imparziale’ sempre in mente, ci può aiutare ad affrontare il nostro vero Io."
